Faccio da molti anni un mestiere completamente diverso, ma non ho mai smesso di suonare
e di comporre musiche e canzoni praticamente dall'adolescenza, per hobby.
Man mano che passando gli anni si accumulava materiale ed esperienza,
diventava sempre più chiaro anche il desiderio teorico, corollario tecnico dell'ispirazione,
di questa produzione:
partendo dal rock, mio compagno da sempre,
superare le divisioni di genere, prima fra tutti l'artificiosa dicotomia musica classica-leggera.
E' mia opinione che la musica sia una sola, e sia il produrre suoni che aprano delle porte
interiori di percezione della realtà, che altrimenti rimarrebbero chiuse.
La musica deve trascinare la coscienza e la sensibilità in posti esistenzialmente
profondi: deve primariamente smuovere lo spirito,
per cui i tecnicismi e le tipologie formali sono solo un mezzo, non il fine.
Il percorso che mi sono trovato a sperimentare in questi anni non utilizza un processo
di "contaminazione" in cui gli stili si mescolano o si emulano,
ma usa un processo di "fecondazione armonica" in cui gli stili si evolvono gli uni attraverso
gli altri,
un processo che può ricordare il movimento tesi-antitesi-sintesi se si vuole,
in cui il risultato finale ( almeno nelle intenzioni )
non è la somma più o meno parziale delle
parti iniziali ma è qualcosa di nuovo, riconoscibile nelle sue componenti
ma non completamente riconducibile ad esse .
Questo lavorio continua per diversi anni, finchè una sera, particolarmente stanco ma in vena,
mi sono addormentato sul divano continuando a suonare la chitarra.
Pazzesco .
A questo punto mi sono chiesto se aveva senso continuare così a tenermele per me
e per qualche amico o se potevo fare una cosa diversa.
Perchè non fare un disco allora?
Ma alcune difficoltà sono subito emerse:
Non mi ha interessato mai molto la competizione musicale, che soprattutto da noi mi è sempre sembrata piuttosto usa alla raccomandazione e non molto orientata al rock, in generale, figuriamoci al progressive-rock.
Ho una famiglia e dei figli da mantenere, non posso permettermi di investire degli anni cercando di farmi notare ( da chi ? ) suonando nei piano-bar. ( Anche perchè ho praticamente perso tutti i capelli, e si sa com'è l'andazzo..)
Però, anche riuscendo a produrre qualcosa di ascoltabile, non mi andava neanche di "perderlo" rendendolo di pubblico dominio.
I problemi erano quindi principalmente due : come registrarlo e come distribuirlo senza perderne completamente la paternità.
Come registrarlo :
dopo un po' di prove varie, mi sono reso conto che con la potenza
di calcolo degli attuali Pc ( dal PIII in su ) era possibile avere, senza hardware specifico,
uno studio di registrazione semi-professionale.
E per lo più con software a costo zero ( GPL ).
Inoltre, si potevano con poca spesa virtualizzare anche rack di effetti, sintetizzatori, sezioni orchestrali,
strumenti tradizionali.
Come distribuirlo:
sicuramente tramite internet. Ma con che modalità ?
A pagamento,
sotto stretto copyright come di norma, o gratis e senza più alcun diritto, come opera di
dominio pubblico ?
Questo dilemma è durato un po' di più, perchè , come già detto, nessuna delle due strade mi piaceva.
Finchè mi sono imbattuto nelle Licenze Creative Commons : un nuovo paradigma normativo valido in tutto il mondo, efficacemente riassunto dallo slogan "Some Rights Reserved" - "Alcuni Diritti Riservati"
Per farla breve, ho selezionato una quindicina di pezzi tra quelli che avevo,
che rispondessero alla storia che volevo "raccontare".
Alcuni erano delle canzoni complete, altri solo degli spunti Midi.
Anche le date sono le più varie : un pezzo l'ho scritto a 17 anni, un altro l'anno scorso.
Come musica classica armonizzata rock ci sono un omaggio a J.S.Bach e
un canto Gregoriano, in cui il seme classico genera la "sua" musica rock, rielaborandosi
abbastanza profondamente, mentre
la classica Ave Maria di Schubert mi ha rielaborato lei.
Per ogni pezzo, gli step che ho seguito sono più o meno questi:
Il che è successo, per ogni pezzo, in media dopo un tre-quattro mesi di rifinitura (lavoro notturno, ovviamente).
E il testo ?
Per il testo ho usato un approccio tremendo, che forse non dovrei raccontare :-o :
fatto salvo il canovaccio delle cose importanti che mi sentivo di dover dire,
il testo nasce rigorosamente dopo la musica, scaturendo dalla voce come
fosse uno strumento, parole e melodie.
Ho cercato cioè di prendere le parole che erano già nella la musica stessa,
e in questo l'inglese mi ha aiutato parecchio a raggiungere
un livello semantico semi-conscio. Per questo le canzoni sono quasi solo in inglese.
Poi naturalmente ho rielaborato e corretto, e mi sono sorpreso di quanto mi
piacessero subito
i testi prodotti così.
Un po' tutta una pazzia ? Sicuramente un po', senza contare le notti quasi in bianco, ma anche tutto estremamente divertente ed interessante: buon ascolto!